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Ricostruire la storia di un’illustrazione di Josef Loukota per una corretta datazione.

04 mar

Ricostruire la storia di un’illustrazione di Josef Loukota per una corretta datazione.

 

Ovvero come fare ricerca quando si hanno a disposizioni poche e frammentarie informazioni su un dipinto.

 

Dopo diversi giorni, sono finalmente giunta alla conclusione di una ricerca, scoprendo i dettagli di un’illustrazione che abbiamo in Crazy Art.

Partiamo dal principio, con due premesse. La prima: nei giorni scorsi abbiamo iniziato a rifotografare dipinti e stampe che abbiamo in show-room e uno di questi è una goauche su cartone di Josef Loukota, della quale abbiamo una descrizione tratta presumibilmente da un catalogo e allegata all’illustrazione.


Illustrazione originale, gouache su cartone, per il “Meggendorfer-Blätter”, edito da Lothar Meggendorfer pubblicata nel numero  1149, del 25° anniversario della rivista, del 1913, 46,5 x 37 cm.

La seconda premessa: in passato ho pubblicato su Instagram  alcuni oggetti antichi, senza aver fatto le debite ricerche e mi sono ritrovata a dover correggere post inesatti e incompleti: lo scotto dell’inesperienza! Mi sono allora ripromessa di non cascare più nel tranello e questa promessa è stata trascritta sul “Quaderno delle promesse indissolubili”, un quaderno condiviso, che da qualche anno le mie amiche ed io riempiamo con i nostri ravvedimenti, dopo aver fatto delle cappellate più o meno colossali.

Questo infatti è uno dei motivi per cui i nostri post non sono regolari: prima dobbiamo fare ricerca su ciò che pubblichiamo. E, nonostante sia uno degli aspetti più interessanti dell’essere antiquaria, purtroppo non sempre ho il tempo necessario per farlo. Fortunatamente però, nei giorni passati, il tempo l’ho avuto e, aiutata da un’amica traduttrice, abbiamo sciolto il bandolo della matassa.

L’illustrazione, come accennato, era accompagnata da una descrizione in tedesco, presumibilmente tratta da un catalogo, in cui, oltre a una concisa biografia dell’artista, era indicato che fosse la copertina di una rivista d’arte e umoristica tedesca, il Meggendorfer-Blätter, e con ipotizzata datazione al 1922, pur non essendoci una data sull’illustrazione stessa.

Grazie alla tecnologia odierna, non bisogna più rinchiudersi in biblioteche per ore e ore, se non giorni, per venire a capo di qualcosa. Così la prima grande scoperta e il primo tassello da cui partire è stata proprio la rivista. Il Meggendorfer-Blätter è stato pubblicato dal 1888 al 1944, settimanalmente, e il suo fondatore è proprio quel Lothar Meggendorfer, che già incontrai anni fa, quando su Instagram facemmo una rubrica sui libri più belli che avevamo in negozio. Il signor Lothar Meggendorfer è stato infatti uno dei più celebri illustratori tedeschi e creatori di libri pop-up, al quale tutt’oggi è dedicato un prestigioso premio del settore. E poi uno dice che le coincidenze non esistono!


Il Grande Circo di Lothar Meggendorfer - Rizzoli, Milano - Riedizione del 1979, originale 1887 (venduto)

Ora, mi trovavo ad avere il nome dell’autore, quello della rivista e una possibile datazione, restringendo di parecchio il campo e avendo un contesto molto specifico. Sono passata perciò alla seconda fase della ricerca, quella prettamente visiva. E quale miglior strumento usare se non Pinterest?! Ma, questa volta sono stata delusa da uno dei miei social favoriti e i risultati sono stati scarsi, se non quasi inesistenti. Sono passata allora a Google Immagini, ma anche lì non sono riuscita a venirne a capo. Con un po’ di rassegnazione, ma convinta che era impossibile non trovare altre notizie, ho iniziato allora a spulciare siti in tedesco e non solo, coadiuvata dal traduttore di Google, per rilevare lingue a me ignote, mentre la mia amica Anna traduceva il testo del catalogo. Risultato? Mi sono imbattuta in due tasselli fondamentali. Il primo: la digitalizzazione grazie all’università di Heidelberg di tutti i numeri del Meggendorfer-Blätter. Il secondo, il sito di una casa d’aste slovena, che ha venduto una riproduzione della nostra illustrazione, ma che, riportando una datazione differente, ho temporaneamente tralasciato.

Ebbene in due giorni ho sfogliato tutti i numeri del 1922 del settimanale umoristico, capendoci poco e niente, non avendo dimestichezza con il tedesco, ma, ahimè, non ho trovato nulla. E dire che ho cercato il nome dell’autore, i numeri scritti a mano sul retro, i riferimenti che ho già citato e altri che ho tralasciato, come quello nella descrizione tratta dal catalogo dove si faceva riferimento ad una copertina celebrativa per un anniversario. Niente, niente, niente, se non illustrazioni bellissime e tante segni diacritici! Sono allora tornata al sito sloveno in cui la datazione era al 1913 e di nuovo al  database universitario  e, boom! Trovata!

 

L’illustrazione di Josef Loukota è la copertina del primo numero del 1913, anno del 25º anniversario, il Jubiläum a cui si riferiva il catalogo, che in tedesco significa sia anniversario sia giubileo (mentre invece in italiano si riferisce solo il 50° anniversario), della rivista fondata nel 1888, e se fossi stata più attenta e avessi conosciuto l’idioma, non sarei caduta in questo falso amico linguistico e avrei potuto collegare fin da subito quello che l’illustrazione mi “diceva” e i dettagli scritti: infatti, al centro in basso, campeggia un grande 25. Bastava usare matematica e critica unite per accorgersi dell’errore di datazione del catalogo e risparmiare ore di ricerca. La mia amica ha poi confermato la traduzione di “anniversario” e il gioco è fatto.

Una lezione da questa storia di certo l’ho imparata: non soffermarsi solo sulle descrizioni scritte e/o tramandate dal venditore, perché potrebbero essere inesatte, imprecise o diventare come quel gioco che si faceva da bambini, il telefono senza fili; attendere le traduzioni richieste e non essere impaziente; e, soprattutto, “leggere” attentamente ciò che ci dice un manufatto, perché potrebbe rivelare molto di più della sua pregevolezza estetica.

 

Ricapitolando allora i punti essenziali per fare una ricerca riguardo a un manufatto, in questo caso un dipinto di cui si hanno alcune frammentarie informazioni:

  1. verificare se sia presente l’autore, sia attraverso la firma autografa, sia attraverso il resoconto del venditore, sia attraverso i documenti allegati;

  2. cercare e verificare le fonti relative all’autore e alla datazione, se presente, o, come in questo caso in cui la datazione era solo ipotizzata, contestualizzare e sviscerare le informazioni in nostro possesso, sia quelle che ci appaiono più plausibili, sia quelle che invece scarteremmo;

  3. avvalersi di traduttori esperti;

  4. osservare attentamente tutti i particolari del dipinto, compreso il retro che può riportare timbri e diciture, come nel nostro caso, con importanti dettagli.

  5. unire tutte le informazioni raccolte e setacciarle attentamente, eliminando quelle fuorvianti, seppur provenienti dalla fonte che supponiamo essere la più attendibile. In questo modo potreste trovarvi, come è successo a noi, a dover contraddire proprio quella documentazione allegata al dipinto, ma, come si è visto, rivelatasi errata.

  6. godersi la soddisfazione di essere giunti al traguardo e aver scoperto tasselli importanti e sbrogliato un mistero!

 

Un mistero però rimane: sul retro infatti, oltre al timbro, riportato nella descrizione del catalogo, sono scritti a mano due numeri: 3484 barrato e 3497, al quale non siamo riuscite a dare nessuna spiegazione né trovare riferimenti. Non credo, però, che la nostra ricerca continuerà su questo fronte, avendo raccolto sufficiente documentazione per poter datare e contestualizzare la nostra illustrazione. Lasciamo l’arduo compito al futuro acquirente, perché la gioia della scoperta va sempre condivisa!

 

Josef Loukota. Pittore ed illustratore ceco (1879 Hranice - 1967 Praga), studiò dal 1896 al 1899 alla scuola tecnica d’arte di Praga con Masek e Liska, dal 1899 al 1903 all’Accademia di Belle Arti di Praga con Schwaiger e Brozik; diresse dal 1910 al 1939 l’asilo dell’Accademia di Praga, impiegato per lungo tempo del “Meggendorfer Blätter”, attivo a Praga.

 

Giada

 

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